Diagnostica per immagini
L’elevata percentuale di successo dalla
terapia è legata alla accurata selezione dei pazienti
da avviare al trattamento.
E’ pertanto indispensabile, oltre ad una attenta
valutazione della storia clinica e dei segni e sintomi,
uno studio radiologico diretto del tratto di colonna vertebrale
interessato, se possibile anche con proiezioni dinamiche,
al fine di evidenziare condizioni di instabilità
vertebrale.
L’esame principale è senza dubbio la Risonanza
Magnetica, perché non solo consente di definire
con precisione lo stadio della discopatia (protrusione,
bulging anulare, ernia discale (ernia del
disco) contenuta o espulsa), ma soprattutto perché,
a differenza della TAC, documenta lo stato di idratazione
di tutti i dischi del segmento di colonna interessato
(lombare o cervicale), consentendo al medico di indirizzare
il trattamento in maniera appropriata.
Indicazioni
La terapia con SpineMED è una procedura
intrinsecamente sicura, tuttavia deve essere effettuata
solo su colonne strutturalmente stabili. Sono candidabili
i soggetti affetti da:
-protrusioni discali focali e bulging anulare
-ernia discale (ernia
del disco) contenuta, o comunque non espulsa o
migrata
-disidratazione discale monodiscale o diffusa
-sindrome delle faccette (lombalgia meccanica posteriore)
-stenosi lombare centrale o laterale non serrata, solo
se non accompagnata da severe alterazioni strutturali
secondarie
-esiti di chirurgia spinale (failed back surgery)
Controindicazioni
Sono esclusi dal trattamento i soggetti con
compromissione della integrità della colonna
vertebrale:
- Osteoporosi severa, con perdita di tono calcico superiore
al 40%
- Spondilolistesi degenerativa di grado 2° o maggiore
- Spondilolisi istmica
- Fratture vertebrali
- Tumori primitivi o secondari
- Spina bifida
- Deformità o lesioni congenite che compromettono
la stabilità spinale
- Pregressa chirurgia destabilizzante (es. lamino-artrectomia)
- Pregressa chirurgia di stabilizzazione vertebrale
con mezzi metallici
Sono altresì esclusi i soggetti affetti da malattie
sistemiche quali sclerodermia, artrite reumatoide attiva,
spondilite anchilosante, connettiviti in genere.
Non sono infine candidabili al trattamento le donne
in gravidanza e i minori di 15 anni.
Dettagli
Il trattamento viene somministrato a paziente
vestito. Dopo un breve periodo (20 minuti) di riscaldamento
muscolare lombare profondo, mediante laser infrarosso,
il paziente viene accostato alla macchina e disteso
in posizione supina. Viene quindi fissato al lettino
e agganciato all’unità di trazione.
Mediante precisa e sicura tensione, controllata da due
computer ogni 2,5 millisecondi, si inizia la decompressione
del o dei dischi selezionati. La durata di una sessione
è di 30 minuti, durante i quali la macchina effettua
20 cicli di decompressione, della durata di 60 secondi
l’uno, alternati a 30 secondi di rilasciamento.
Normalmente non si avverte alcuna sensazione di stiramento
o trazione. E’ questa una caratteristica esclusiva
dello SpineMED, che agisce “ingannando”
il sistema nervoso, che non si accorge dello stiramento
esercitato sulla colonna vertebrale.
Vedi il "Treatment
Report"
Pertanto tutta la procedura è indolore e sicura.
Finita la sessione, segue un periodo di 15 minuti di
raffreddamento muscolare e TENS.
Il numero di sedute varia nelle diverse condizioni patologiche
ed è inoltre soggetto a variazioni individuali:
una media di 15 sedute per le sindromi faccettali, 20
per protrusioni ed ernie discali, fino a 30 nei soggetti
già operati e affetti da recidiva.
Le sedute hanno cadenza quotidiana, con pausa nel fine
settimana.
L’effetto è cumulativo, e pertanto l’interruzione
transitoria del trattamento può comprometterne
il risultato.
Durante il ciclo di terapia e nel mese successivo il
paziente viene invitato ad evitare gli stress meccanici
alla colonna vertebrale. A tale scopo viene fornita
una scheda che riporta gli esercizi consigliati e le
posture da evitare.
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